La filigrana

Già sul finire del 1200 gli artigiani attivi a Fabriano usavano contraddistinguere la propria produzione con marchi di filigrana. Prendendo spunto dalla fusione delle sculture in bronzo, nella seconda metà dell’Ottocento nasce la tecnica della “cera

perduta”. Essa consiste nell’incidere contro luce una lastra di cera. L’incisore asportando la cera con appositi bulini, crea piani e tratti più o meno elevati determinando così tutte le minime sfumature che compongono l’ immagine. Con i primi anni del XX secolo, la tecnica della preparazione dei punzoni ha utilizzato il processo elettrochimico di galvanoplastica. Dall’originale in cera, per mezzo di un bagno galvanico, vengono ricavati un positivo e un negativo in rame che, a loro volta, servono a trasferire per pressione l’ immagine sulla tela metallica. A questo punto la tela viene cucita con altre tele che fungono da supporto e da rinforzo ed è ormai pronta per l’ ultima fase della lavorazione che coincide con quella della carta a mano.

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